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Lettera | L'Achillini risponde al Preti di aver pianto con lacrime di vero dolore la morte di Giovan Battista Marino, e ricorda che per lui il Lamberti [Antonio] ebbe parole di grande stima. L'Achillini teme che un sì grande poeta, il "sole" della poesia, sia tramo...
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Lettera | L'Achillini si scusa con il duca della sua mediocrità negli affari poetici, ma vedendo che i suoi componimenti circolavano dappertutto mutati e pieni di errori, si decide a darli in stampa; ed è grato che ad onorare le sue carte sia il glorioso nome dei F...
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Lettera | Adimari ricorda ad Aprosio di aver ricevuto da un "padre della sua religione" [si riferisce all'ordine agostiniano, al quale Aprosio apparteneva] una copia del 'Vaglio critico' [pubblicato con falsi dati tipografici a Treviso da Girolamo Righettini nel 16...
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Lettera | Dopo aver pregato [Giovan Francesco] Loredano (Loredan) di essere ammesso nell'Accademia [degli Incogniti di Venezia], Adimari ha commissionato il proprio ritratto secondo i criteri richiesti. Con una lettera del 3 agosto 1641 ha informato Loredano della ...
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Lettera | Adimari informa l'Aprosio circa la consegna di un "plico" a "quel Padre agostiniano". Ha ricevuto la lettera dell'Aprosio e il 'Buratto' [Venezia, Sarzina, 1642], ammirandone le "vivezze et i sali" in esso contenuti; lo ringrazia per aver stampato qualche...
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Lettera | Adimari esprime gratitudine all'Aproso per via dell'intercessione da lui fatta presso gli Incogniti [di Venezia], motivo per cui intende commissionare al più presto il ritratto richiesto dall'Accademia. Desidera scrivere a [Giovan Francesco] Loredani (Lor...
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Lettera | Adimari ringrazia Aprosio di una precedente missiva, auspicando di poter far parte della "virtuosa adunanza" degli Incogniti [Accademia degli Incogniti di Venezia] grazie alla sua intercessione. Nel caso fosse ammesso nel sodalizio, a Firenze manca un art...
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Lettera | Adimari ha saputo da una lettera aprosiana del 26 passato [26.10.1641] che il proprio ritratto intagliato in rame è giunto a Venezia; spera che sia stato consegnato nelle mani di [Giovan Francesco] Loredano (Loredan). Ha ricevuto ancora una copia dell'apr...
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Lettera | A causa di un inchiostro fortemente sbiadito il documento risulta pressoché illeggibile. È possibile leggervi soltanto il nome di [Francesco] Rinuccini.
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Lettera | Adimari invia all'Aprosio una composizione "fatta alla pindarica" in lode di uno scritto aprosiano [forse il 'Buratto', Venezia, Sarzina, 1642] e "circa i meriti di cotesto Monsignor Nunzio" [probabilmente Francesco Vitelli], elogiando le "opere critiche"...
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Lettera | Adimari manda all'Aprosio il proprio ritratto intagliato in rame e la copia di una canzone commissionatagli dall'Aprosio stesso. Tra pochi giorni termineranno le fasi di stampa della 'Calliope' [Firenze, Massi e Landi, 1641].
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Lettera | Adimari ha consegnato a Francesco Rinuccini, personaggio legato a Ferdinando II de' Medici, il proprio ritratto in rame. Esorta l'Aprosio a farselo consegnare dal Rinuccini [in quel periodo residente a Venezia] e, in un secondo tempo, a recapitarlo a [Gio...
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Lettera | Adimari afferma di sapere che [Giovan Francesco] Loredano (Loredan) ha ricevuto una sua lettera nella quale lo ringraziava per essere stato ascritto agli Incogniti [Accademia]. Ha problemi per la realizzazione del ritratto richiesto da Loredano. Adimari s...
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Lettera | Adimari informa l'Aprosio che sta leggendo il 'Buratto' [Venezia, Sarzina, 1642] in una copia che lo stesso Adimari ha legato con il "Vaglio" ['Vaglio critico', Treviso, Righettini, 1637]. Lo ringrazia per averlo inserito nel novero dei letterati antichi ...
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Lettera | Adimari confida all'Aprosio "debolezze e fortuna" della propria esistenza. Incitato da lui e dal fratello Angiol Maria [Adimari], di stanza a Modena, ha notato a penna delle "cose" in un "foglio", scusandosi di non averle potute ricopiare in bella forma p...
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Lettera | Adimari ricorda di avergli spedito attraverso il "Residente costì del Serenissimo Gran Duca di Toscana" [Francesco Rinuccini, funzionario di Ferdinando II de' Medici] il rame intagliato di un proprio ritratto malamente eseguito. Prega perciò di farlo al p...
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Lettera | Adimari raccomanda all'Aprosio padre Antonio Gorini, il quale pronuncerà delle prediche a Treviso. Aspetta di poter leggere un'opera di Aprosio "sotto il torcolo" [forse il 'Veratro', Venezia, Leni, 1645-1647]. Spera che il ritratto in rame [inviato all'A...
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Lettera | Adimari ringrazia Aprosio per aver ricevuto in dono il 'Veratro' [Venezia, Leni, 1645-1647], opera ripiena di "erudizione vaga e varia". Lamenta di essere sepolto in un mare di "liti civili", alle quali si è aggiunto il dispiacere per la morte di un suo n...
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Lettera | Adimari ringrazia l'Aprosio per avergli dato l'opportunità di servire Giovan (Giovanni) Matteo Giberti, il quale ha pronunciato alcune prediche nella Basilica di Santo Spirito. Dall'Aprosio ha saputo che 'Lo scudo di Rinaldo' [Venezia, Hertz, 1646] è pros...
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Lettera | Acclusa a una lettera aprosiana del 29 passato [29.8.1646] consegnatagli da un Padre del Convento di Santo Spirito, Adimari ha trovato un volume dello 'Specchio di Rinaldo' [Venezia, Hertz, 1646], e ne ha lodato la "varia, vaga e grande erudizione". Lo ri...
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Lettera | Come richiesto dall'Aprosio, Adimari ha scritto un "sonetto alla berniesca". Gli manda la copia di un'ode scritta per la Santa Vergine dell'Impruneta ['Nella traslatione della sacrata immagine di Maria Vergine dell'Impruneta a Firenze, fatta il dì 21 di m...
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Lettera | Dopo avergli inviato la 'Tersicore' [Firenze, Massi e Landi, 1637], Adimari acclude alla missiva "poche stampe" di un "epitalamio" ['Per le reali e felicissime nozze del Serenissimo Ferdinando II Granduca di Toscana con la Serenissima Vittoria della Rover...
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Lettera | Spera, entro la prima settimana di novembre, di godere di quattro o cinque giorni "di libertà", che gli consentano di recarsi presso il "conte Carlo" [Borromeo Arese, del quale Muratori è ancora ospite]. Nel poscritto avvisa che saranno forse suoi compagn...
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Lettera | Costretto a recarsi a Cusano senza passare anche da Cesano Maderno, non gli è stato possibile né "inchinarsi" al "conte Carlo [Borromeo Arese]", né fare visita al medesimo Muratori [ospite appunto del Borromeo Arese nella sua villa alle porte di Milano]. ...
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Lettera | [Il mittente si firma "Cinthio Card. S. Giorgio"]. Il prelato ringrazia Antonio Campeggi per gli auguri natalizi, cosa per la quale ha avuto grande godimento. Prega dunque il Signore prosperità per il corrispondente, e spera di poter continuare a godere d...
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Lettera | Il cardinale [Cinzio] Aldobrandini ringrazia Campeggi per gli auguri inviati in occasione delle festività natalizie e li ricambia.
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Lettera | [Il mittente si firma "Cintio card. S. Giorgio"]. Il prelato scrive ai fratelli Ridolfo e Antonio Campeggi per rassicurarli interno alla causa che riguarda Giovan Battista Valloni: questi non entrerà certo nello stato ecclesiastico. I laici dunque stiano ...
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Lettera | Il cardinale [Cinzio] Aldobrandini riconosce i segni dell'affetto della casa Campeggi nei suoi confronti, in ragione degli auguri inviati congiuntamente a casa Aldobrandini per le festività natalizie. Ringrazia dunque e ricambia gli auguri, offrendosi "co...
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Lettera | Traiano Boccalini è luogotenente del governatore di Benevento e ha ricevuto in data 4 agosto una lettera di Iacopo Aldobrandini riguardo la negoziazione di terre confinarie tra il Regno di Napoli e lo Stato della Chiesa.
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Lettera | Iacopo Aldobrandini scrive a Traiano Boccalini circa la trascuratezza degli affari nel luogo. Riguardo alla disputa confinaria, egli saprà cosa fare una volta visti i documenti, fino a quel momento ogni parte [Regno di Napoli e Stato della Chiesa] difende...
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Lettera | Traiano Boccalini è luogotenente del governatore di Benevento, per questo il nunzio Iacopo Aldobrandini gli invia il resoconto dei fatti avvenuti: un funzionario del nunzio è stato assassinato e i sicari si sono rifugiati a Napoli o a Benevento. Aldobrand...
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Lettera | La lettera che Traiano Boccalini ha inviato il 6 gennaio arriva ad Aldobrandini mentre si recava dal Vicerè, per incontrare il consigliere. Quando scoprì che a questo consigliere era stata mossa un'interdizone da Roma, Aldobrandini preferì non parlare, pe...
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Lettera | Essendo al corrente che al momento, nel monastero [benedettino cassinese] di S. Sisto di Piacenza, vi è un "luogo vacante", vi raccomanda l'ammissione di Pietro Filippo Scotti, figlio del gentiluomo piacentino Tolomeo Scotti. [Il documento consiste in una...
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Lettera | Il cardinale [Pietro] Aldobrandini ringrazia Antonio Campeggi per la sua lettera, con la quale si scusava di non poter rendersi a Ravenna "in persona": non era tuttavia necessaria, ché il cardinale ben conosce le "dimostrationi d'amorevolezza" del corrisp...
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Lettera | Aveva già trovato per il cardinale il 'Conciliorum generalium Ecclesiae Catholicae tomus quartus' ma Papirio [Bartoli] lo ha fermato, avvisandolo che già se ne stava occupando lui. Avvisa che compaiono a Roma i libri dell'ultima fiera di Francoforte: ne p...
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Lettera | Su invito di Girolamo Preti si mette a disposizione del suo interlocutore: è pronto ad accogliere le istruzioni di [Papirio Bartoli] per iniziare la ricerca di libri per la Biblioteca Ambrosiana.
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Lettera | Sta facendo il possibile, ormai da tempo, per trovare i 'libri ieroglifici' ordinati dal suo interlocutore: il 'Thesaurus hieroglyphicorum e museo Joan. Georg. Herwart ab Hohenburg' è tuttavia rarissimo e prezioso; contiene, tra le altre cose, la 'Mensa i...
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Lettera | Si felicita per la ritrovata sanità del Titi dopo una malattia, e gli trasmette i saluti di Giovanni Battista Pinelli. Riferisce che Girolamo Mercuriale si trova a Genova presso Giovanni Battista Imperiale; che desidera un epigramma di Titi da porre (assi...
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Lettera | Da tre mesi si è trasferito a Genova, ed è stato accolto nella casa di Giovanni Agostino Centurione, come precettore di uno dei figli; lascia intendere di essere stato obbligato dalla necessità ad accettare questo lavoro. Chiede a Titi pareri filologici c...
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Lettera | Si congratula con il Titi che ha ottenuto una cattedra [di studi umanistici] all'Università di Bologna. Si lamenta dei genovesi che, pur essendo persone "honoratissime", pensano solo all'"argento" e all'"oro"; non si meraviglia, perciò, che essi siano sta...
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Lettera | Ringrazia Titi per avergli inviato una copia della prolusione con cui ha inaugurato il suo primo corso all'Università di Bologna: ne aveva già ricevuto copia da Giovanni Niccolò Sauli Carrega, e l'ha a sua volta passata a Giulio Guastavini [cfr. lettera d...
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Lettera | Parla di una sua "operetta" ['De invidia et fascino veterum libellus', Lucca, Vincenzo Busdraghi, 1595] la cui pubblicazione è stata ritardata dallo stampatore. Ringrazia dell'aiuto ricevuto nell'interpretazione di un passo di Cicerone, forse relativo all...
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Lettera | Comunica che la stampa della sua opera ['De invidia et fascino veterum libellus', Lucca, Vincenzo Busdraghi, 1595] è stata ritardata perché lo stampatore ha dovuto dedicarsi prima a un volume della gentidonna e poetessa lucchese Chiara Matraini ['Lettere ...
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Lettera | Riferisce che il progetto di trasferirsi presso lo Studio bolognese [cfr. lettera del 19-4-1595, "Mi rincresce insino all'anima"] non è andato a buon fine per la contrarietà del padre; ricorda perciò al Titi di intercedere per lui presso Girolamo Mercuria...
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Lettera | Da una lettera di Titi a Belisario Morgante ha compreso la stima che Titi ha per lui. Parla di un suo "libretto" dedicato al Titi [il 'De invidia et fascino veterum libellus', Lucca, Vincenzo Busdraghi, 1595], e annuncia di star lavorando a un "breve trat...
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Lettera | Discute le letture dell'incipit del 'De optimo genere oratorum' di Cicerone proposte da Romolo Amaseo, Adrien Turnèbe, Dionisio Lambino, e dichiara che più di queste lo convince l'esposizione del Titi, che trova conferma in quella di Giovanni Antonio Vipe...
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Lettera | Comunica che finalmente il suo libro ['De invidia et fascino veterum libellus', Lucca, Vincenzo Busdraghi, 1595] è stampato, e ne invia assieme a questa lettera una copia al Titi, scusandosi inoltre per esser stato così poco prudente da dedicare un'opera ...
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Lettera | Si interroga su una questione erudita: a che ora cenavano gli antichi? Molti dotti (tra cui Aldo Manuzio il Giovane nel 'De quaesitis per epistolam'), basandosi su un verso di Marziale [cfr. 'Epigrammi', IV 8] ritengono che l'ora della cena fosse la nona,...
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Lettera | Ringrazia Titi per l'aiuto nell'interpretazione di un passo del compendio di Marco Giustiniano Giustino alle 'Storie Filippiche' di Pompeo Trogo [cfr. lettera del 26-4-1595, "Del nostro libretto non occorre che io più ne gli parli"], e gli chiede se ricor...
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Lettera | Per eccesso di benignità del papa [Clemente VIII], Silvio Antoniano è stato da poco creato cardinale [3 marzo 1599]: il nuovo porporato, memore della "stretta amicizia" che lega gli Antoniano alla famiglia Campeggi, risponde ringraziando per i rallegramen...
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